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ARPA - Vortice della Mente - Dipinto Olio su Tela

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Titolo: Vortice della Mente

Tipologia: Olio su tela

Dimensioni tela: 100cmx100cm

Artista: ARPA

Pezzo unico

Esposizione: Questo dipinto assieme agli altri è esposto al Museo Archeologico di Potenza fino a Dicembre del 2018

Link del catalogo e delle recensioni

http://www.provincia.potenza.it/provincia/files/docs/16/53/31/DOCUMENT_FILE_165331.pdf

 

Arpa descritto dal maestro Antonio Masini.

Arpa è un fiume in piena, la sua sorgente artistica è abbondante anzi super abbondante e spiffera sprizzi da tutti i lati.
La sua pittura è una bella pittura, una pittura seria, una pittura soda.
Egli è in continua evoluzione, d’altra parte l’uomo da sempre è in perenne crisi.
Riesco a vedere nelle sue opere tratti riconducibili a Ramon De Mur, Franz Marc e Blair Ryder, ma so che Arpa se ne andrà per conto proprio perché egli ha una grande forza espressiva e ha molto da dire dentro e sono convinto che nel tempo tutto questo verrà fuori.
Antonio Masini.

Recensione Vincenzo Claps

ARPA e la cromatologia
Provo a spiegare secondo una mia chiave di lettura la storia pittorica di Arpa, con la sua cromatologia a proposito di quel sistema che l’artista di solito usa ed impiega nel suo modo di fare arte.
Bisogna comunque richiamare in essere la teoria del campo di Attilio Marcolli, noto storico dell’arte, non solo ma anche un artista che percorre un viaggio dove analizza, contempla la visione artistica dall’a,b,c, fino all’essere accademici e non, dove si evidenzia la tecnica, il sistema e i punti di riferimento che l’artista fa propri.
Uno di questi è la teoria del campo che si divide in: ghestaltico (la forma), geometrico intuitivo, cromatologico, topologico dove l’artista deve compiere questo studio per mettersi in discussione in base a queste regole, ma ogni artista è libero di formularle ed interpretarle a modo proprio.
Se analizziamo l’aspetto cromatologico di Arpa cioè lo studio del colore, bisogna tener conto di molte cose: il colore non è qualcosa di gratuito, ma è la somma di una conoscenza dove l’artista si serve per esprimersi, per raccontare i propri sentimenti.
Faccio un esempio: nell’equilibrio formale cromatico accettare un rosso e un nero è un pò difficile e questo lo sanno molto bene i grafici e gli artisti; il rosso deve essere paritetico al nero come il bianco deve essere paritetico al celeste e così via.
C’è tutto un racconto che ci porta lontano nel tempo.
Anche gli altri campi la dicono lunga sul concetto della forma, vedi nel campo topografico, dove l’artista concepisce l’opera, o meglio il segno dell’operazione grafica e della composizione.
Seguendo questa tesi e questa teoria la nostra mente ci riporta un po’ lontano nel tempo e precisamente nell’arte greca nel famoso rettangolo aureo, dove l’artista dopo che ha selezionato nel suo programma un quadro, una tela, una superficie da dipingere, si serve di questa regola per guidare lo spettatore ad osservare tutte le fenomenologie presesenti sulla stessa superficie.
Quindi la sommatoria di tutti questi campi ci porta direttamente all’opera d’arte.
Non è un fatto gratuito ma legittimato e studiato, mettendo a fuoco l’evidenza di questi valori. ARPA combina un po’ questa forma e lo fa forse in maniera intuitiva, istintiva però riesce abbastanza bene nel suo intento soprattutto quando rimarca la composizione sia cromatica che topologica.
La materia così nelle sue opere diventa cromosa, esplode come una lava incandescente che fuoriesce da questo vulcano e invade un campo dove ci sono varie articolazioni di forme elementari apparentemente molto elementari, ma che hanno il corpo vincente costruito sull’immediatezza unito al valore cromatico e semiologico.
I colori che usa Arpa sono dei colori primari, come il nero, l’azzurro, il giallo, il rosso etc, colori puri, abbastanza difficili da usare e miscelare tra loro, evidentemente può sembrare il contrario ma un vero artista conosce bene questa grammatica, diversamente combinerebbe pasticci.
Gli impressionisti l’avevano capito e sapevano dosare molto bene i colori nei loro dipinti.
E’ difficile usare e dosare bene il colore primario; i primitivi non avendo a loro disposizione una vasta gamma di scelta, usavano spesso i colori primari nelle loro raffigurazioni, aprendo istintivamente la strada all’ espressività, infatti si sono serviti per secoli di questo linguaggio per comunicare e raccontare le proprie azioni.
Assistiamo nel corso della storia ad un evoluzione, anche produttiva, di quello che è stato il colore nel corso del tempo.
Oggi si usa il colore piuttosto vivo, molte volte l’artista lo fa volutamente perché deve porre l’attenzione su ciò che lui ha programmato.
Arpa usa nei suoi dipinti un linguaggio onirico, antropomorfo e zoomorfo; in quest’ultimo caso qualche animale compare nelle sue opere anche se in forma astratta.
Il linguaggio che Arpa fa rivivere è un linguaggio efficace, che palpita, sussulta e invita, al fruitore ad entrare in un mondo surreale, come si legge evidente nel dipinto delle Anime del Purgatorio, dove l’animo dell’uomo si intreccia con il cromatismo e l’uso sapiente dei colori primari, esaltando anche l’aspetto estetico, dove Arpa con l’uso frequente del nero sente anche la necessità di registrare la periferia dell’oggetto in questione.
Queste periferie sono scritte in un formulario artistico di un indice cromatico ben definito, dove i colori primari affascinano, delimitano e trasportano la mente di chi li osserva.
Arpa ha fatto un operazione egregia, si è impegnato a mio avviso, e non oserei fare dei paragoni con altri artisti, perché ognuno di noi purtroppo anche i grandi del passato hanno dovuto fare i conti con la storia.
Giotto ha dovuto fare i conti con artisti prima di lui; Michelangelo Raffaello e tanti altri.
È un po’ contraddittorio dire e fare paragoni tra artisti perché tutti quanti noi abbiamo avuto a che fare con il passato, quindi dentro di noi, dentro la posizione creativa c’è qualcosa degli altri, anche se apparentemente può sembrare il contrario, grazie ad un lettura noi possiamo riferire e quindi denotificare quello che è l’animo dell’artista e del fare arte.
Tutti noi siamo artisti, tutti quanti indistintamente.
L’essere umano, la stirpe umana nasce artista, non bisogna essere diplomati per forza all’accademia come ha affermato il maestro Antonio Masini per essere artisti, purchè dentro di noi c’è questo potenziale.
La differenza tra gli animali è proprio questo: l’artista è un creativo, crea sempre e si evolve. Nel corso della storia l’uomo ha lasciato una traccia indelebile grazie all’arte, una sua grande testimonianza, mentre l’animale no, l’animale racconta in maniera istintiva la sua presenza, però non in maniera efficace come la racconta l’uomo.
La rondine costruisce il nido così come l’ha costruito duemila anni fa, rimane sempre lo stesso nido, invece l’uomo no, l’uomo si è evoluto con l’architettura, con la pittura, con la musica, con la letteratura, con la medicina, con l’ingegneria e con la scienza etc per la sua creatività.
La creatività è umana ed appartiene all’essere umano.
Tornando ad Arpa affettuosamente a me la sua pittura piace ed è presente, è viva, racconta il suo animo, racconta i suoi folletti, come lui ama annotare, racconta l’animo, l’animo delle anime, va bene, accettiamo questo suo racconto, lo facciamo nostro proprio perché è bello, è una pittura accattivante.
L’augurio che gli posso fare da amico e che possa vendere le sue opere, perché lui e le sue opere rimarranno nella storia, a differenza degli animali e degli altri, di sicuro Arpa lascerà ai posteri un segno, un segno indelebile e quindi un augurio ancora a te mio caro amico. 

 

Collettive E Personali

Personale Comune Di Potenza Cappella Dei Celestini 1998
Personale Comune Di Trivigno (Pz) 2003
Personale Comune Di Anzi 2004
Collettiva Centro Sociale Malvaccaro Potenza 2005
Personale Consiglio Regionale Basilicata 2006
Collettiva Sette Artisti Lucani Pinacoteca Provinciale Potenza 2011
Collettiva Miami Stati Uniti (Usa) 2011
Personale Comune Di Viggiano (Pz) Museo Sala Alberti Marone 2012
Collettiva Forenza (Pz) 2012
Personale Lavello (Pz) 2012
Collettiva Tito Scalo Area 12 2012
Personale Museo Provinciale Potenza 2013
Collettiva Orlando (Art In The World) Florida Stati Uniti (Usa) 2013
Collettiva D’arte Moderna Internazionale - Tokyo (Giappone) 2014
Biennale Milano 2015
Biennale Cannes (Francia) 2016
Personale Galleria Civica Potenza Luglio 2016
Collettiva Barcellona (Spagna) 2016
Collettiva Montecarlo (Principato Di Monaco Di Baviera) 2016
Esposizione D’arte Internazionale, Austria Vienna 2016.
Internazionale Italia Arte 2017″ Museo Miit Torino
Collettiva Potenza Galleria Gocce D’autore 2017
Collettiva Internazionale Rathaus (Stoccarda) 2017
Personale Museo Archeologico Nazionale Di Muro Lucano 2017
Collettiva Museo Archeologico di Potenza 2018

 

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